È stato il muratore 21enne Hesham a salvare l’uomo che oggi ha minacciato di gettarsi dal Monumentale – VIDEO

È lui stesso, un migrante egiziano che lavora al recupero del monumento, a raccontare il salvataggio: «Ho provato a parlargli, ma lui non mi ascoltava. Era già in parte fuori dalla rete. Lo ho preso e lo ho tirato dentro al ponteggio»

Hesham Andelmeguid è egiziano e ha 21 anni. Vive da solo a Genova, perché la sua famiglia è ancora nel paese del Nordafrica. «Sono in Italia da 4 anni – racconta -. Sono venuto da solo per lavorare e aiutare i miei parenti. A Genova ho tanti amici e sto bene. Gioco nella Trastese Calcio, in terza categoria. Qui arrivato a piedi, camminando sulle montagne. Sono passato da Turchia, Grecia, Albania, in Bosnia e Croazia. In Liguria sono entrato nella comunità di Don Mario, a Trefontane di Montoggio. Avevo 17 anni. Ho ottenuto i documenti e lavoro in regola. Ora abito in via Montaldo, a Staglieno».


Il giovane muratore, che è impiegato nel cantiere del rifacimento del Ponte Monumentale, oggi, con grande coraggio e ancora maggiore risolutezza ha salvato un uomo che voleva gettarsi monumento su via XXSettembre per mettere fine alla sua vita.
«Stamattina, verso le 11:00, ho visto l’uomo – racconta Hesham -. Ho cercato di parlare con lui. Gli ho chiesto “Cosa fai?”. Lui mi ha risposto che voleva buttarsi di sotto. Gli ho detto “Ma no, stai fermo, stai fermo!”, ma lui non mi ascoltava. Ho chiamato il 118, che mi ha passato i Carabinieri. Mi hanno fatto tante domande, mi hanno chiesto come fosse entrato nel cantiere e come fosse arrivato sulle reti. Ho pensato che dovevo agire subito, perché l’arrivo dei soccorsi sarebbe potuto avvenire troppo tardi. L’uomo aveva già una gamba e una parte del corpo fuori dalle reti. Allora lo ho raggiunto, l’ho preso, l’ho tirato via dalle reti e lo ho portato sull’impalcatura, al sicuro». Lì sono stati i soccorsi sanitari inviati dal 118 a prendersi cura di lui, che poi è stato portato in codice giallo all’ospedale Galliera per la visita psichiatrica e le cure del caso. Il salvataggio da parte del giovane egiziano è stato salutato con un’applauso dai cittadini che si erano fermati a guardare da via XX, col fiato sospeso.
«Quando lo ho messo al sicuro sulle impalcature – prosegue il giovane muratore -, l’uomo mi ha chiesto perché l’avessi salvato. Vuole dire che nella sua vita ci sono problemi, che non se la passa bene. Sono contento di averlo salvato. Spero abbia capito che non serve a nulla buttarsi giù da un ponte».
Sotto: il video che ci ha inviato lo stesso Hesham, che oggi a fatto un gesto da eroe, potenzialmente mettendo a repentaglio anche la sua vita. Si vede che agguanta l’uomo e che lo trascina fuori dalle reti con tutte le sue forze, mettendolo in salvo. «Grazie a Dio – conclude Hesham – sono riuscito a salvare un’anima».


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